| By Eraldo Martucci,
on 16-02-2010 16:50
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Fedeltà allo spirito originario della manifestazione e approfondimento
degli orizzonti di ricerca al repertorio del grande teatro musicale
barocco e del Novecento costituiscono le linee ispiratrici del 36mo
Festival della Valle d’Itria, in programma a Martina Franca dal 15
luglio al 4 agosto 2010, con l’intento altresì di rendere omaggio ai 700
anni, che la città si appresta a celebrare. I tre titoli d’opera scelti dal nuovo Direttore Artistico, Alberto Triola, ben rappresentano gli ambiti culturali e i valori drammaturgici
e musicali alla base della proposta del Festival: il Barocco, il
Belcanto romantico, il Novecento.
Apertura il 15 luglio con "Napoli Milionaria" della coppia Eduardo De
Filippo–Nino Rota: l’opera andata in scena, con la regia dello stesso
Eduardo, al Festival dei Due Mondi, a Spoleto, nell’ormai lontano 1977,
da allora non è stata mai più riproposta, nonostante si tratti della
trasposizione in musica di uno dei testi eduardiani più popolari, densa
di grandi valori drammatici ben sottolineati dalla ricchezza
dell’invenzione musicale di Nino Rota (1911-1979). La scelta del titolo
anticipa di un anno le celebrazioni del centenario della nascita del
compositore milanese, legatissimo alla Puglia e a Bari dove ha diretto
per anni il Conservatorio, ma anche uno dei primi sostenitori del
Festival della Valle d’Itria. A Martina Franca, proprio in quel 1977, il
maestro Rota è stato protagonista, dirigendo il concerto con la prima
esecuzione delle sue liriche su testo di Rabelais. Replica il 17 luglio.
Con il secondo titolo d’opera, il 18 e 20 luglio, "Gianni di Parigi"
di Gaetano Donizetti (1797-1848), il Festival torna alla sua più
consolidata tradizione, quella del repertorio belcantistico
ottocentesco; una riproposta che includerà pagine inedite e arie
alternative di una delle più brillanti e ispirate opere del repertorio
cosiddetto semiserio, caratterizzata da un incalzante ritmo teatrale che
alterna scene di irresistibile comicità a pagine di autentico
virtuosismo vocale. L’opera ha avuto in tempi moderni una sola ripresa
al festival donizettiano di Bergamo nel 1988, ma merita di rientrare a
pieno titolo nel repertorio.
L’ultima opera in cartellone, "Rodelinda" di Georg Friedrich Haendel
(1685-1759), sarà un’autentica prima assoluta in Italia. A 285 anni
dalla sua composizione, infatti, mai in Italia si era messo in scena il
capolavoro haendeliano, applaudito sui palcoscenici di tutto il mondo e
considerato uno dei maggiori capisaldi del teatro barocco, accanto a
"Tamerlano" ed a "Giulio Cesare", l’unica opera di Haendel rappresentata
al Festival. Le due esecuzioni sono previste a Palazzo Ducale il 2 e 4
agosto.
Ai tre titoli d’opera si affiancheranno numerosi concerti, che saranno
anche replicati in altre città pugliesi. Due gli appuntamenti sinfonici:
il primo dedicato alla Russia, il secondo incentrato su uno dei più
antichi esempi di melologo, il "/Pygmalion/" di Jiri Benda (1867-1956);
un concerto di musica sacra, replicato nelle cattedrali pugliesi,
dedicato ad Alessandro Scarlatti (1660-1725), uno dei padri della scuola
napoletana, di cui ricorre il 350mo anniversario della nascita; cinque i
concerti vocali: tre formeranno un ciclo dal titolo "Novecento e oltre"
e comprendenti musiche che vanno da Strauss a Stravinski a Berio,
insieme a compositori contemporanei con due commissioni di nuovi lavori
a giovani compositori italiani, mentre gli altri due saranno dedicati
rispettivamente ai "/Canti polacchi/" di Chopin, nel bicentenario della
nascita e a uno dei più ammirati cantanti castrati del ‘700, il
martinese Giuseppe Aprile (1732-1813), anche questo in omaggio al 700mo
anniversario della fondazione della città (1310). A questa ricorrenza si
ispireranno anche numerose iniziative che saranno programmate nei luoghi
più suggestivi della città: chiese, cortili, chiostri, piazzette.
Infine troveranno spazio una produzione affidata a giovani talenti, che
abbina l’inedito accostamento fra Pergolesi (1710-1736), in occasione
delle celebrazioni del 300mo anniversario della nascita, e Offenbach
(1819-1880), ma anche l’istituzione del Premio Rodolfo Celletti, che
sarà assegnato a una personalità di spicco del belcanto nei nostri giorni.
Ulteriori informazioni e modalità di prenotazione dei biglietti saranno
a breve disponibili sul sito www.festivaldellavalleditria.it
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