La traviata" è una di quelle opere che, per dirla con Totò, potrebbe avere successo "a prescindere", stante il fiume ininterrotto di melodie. Ma il momento della creazione ha bisogno della comunicazione al pubblico, ovvero l’esecuzione - interpretazione, ed allora il successo straordinario riportato sabato scorso al Politeama Greco di Lecce è in gran parte dovuto al formidabile terzetto dei protagonisti - Carmen Giannattasio, Roberto De Biasio e Giuseppe Altomare - lungamente e calorosamente applauditi alla fine.
Il capolavoro verdiano ha chiuso la 41ma Stagione lirica della Provincia di Lecce, la quinta con la direzione artistica di Filippo Zigante, in quest’occasione sul podio dell’Orchestra Sinfonica "Tito Schipa" (tutto esaurito anche per le repliche di stasera e di domani, in questo caso con un cast parzialmente diverso).
Molta era l’attesa per il noto soprano Carmen Giannattasio, autrice di una performance eccellente sotto ogni punto di vista. Donna di fascino indiscutibile, dalla voce piena e calda, è stata una Violetta vibrantissima, ricca di slancio e bruciante tensione interiore, facendo emergere la sensibilità della donna ancor prima di quella dell’interprete, con estrema naturalezza votata all’abbandono ed alla sofferenza. Tra i tanti momenti memorabili da ricordare la carica di dolore e rimpianto con cui ha permeato la melodia di "Dite alla giovine".
Accanto a lei l’Alfredo del bravo tenore Roberto De Biasio, che si è segnalato per la gradevolezza del timbro, la perfetta dizione ed il bel fraseggio che gli ha permesso, tra l’altro, l’attacco a mezzavoce, così come prescritto da Verdi, del duetto "Parigi o cara". Ottimo anche il baritono molfettese Giuseppe Altomare, Germont padre dalla voce autorevole, dall’accento nobile tipicamente verdiano e dal calore commosso di molte frasi. Buona la prova del Coro Lirico di Lecce diretto da Francesco Pareti. Nel resto del cast si sono distinti la leccese Maria Scogna ed il barese Domenico Colaianni.
Il regista Petar Selem, con scene molto "d’antan" e oggettivamente non esaltanti e prive di arredi (belli però i costumi stile liberty), è stato abile a lavorare sulle forme e sulla disposizione raggiungendo buoni risultati con i solisti, in particolare nell’ultimo atto. D’effetto le coreografie di Fredy Franzutti – affidate ai bravi danzatori del Balletto del Sud – frutto dell’esperienza acquisita lavorando nei teatri europei.
Domani sera Violetta ed Alfredo saranno il soprano Olga Fomichova ed il tenore Fulvio Oberto, applauditi protagonisti della replica di domenica; Giorgio Germont sarà Bruno Iacullo.
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