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17 febbraio 2009 - Nicola Sbisà - Gazzetta del Mezzogiorno La casa discografica Nireo, molto attenta agli artisti salentini, grazie alle indicazioni del collega Eraldo Martucci e del noto pianista Francesco Libetta, ha di recente edito due cd dedicati a musicisti del Leccese.
Innanzitutto un doveroso "repechage" di registrazioni originali e di nuove esecuzioni di musiche di Eriberto Scarlino, il grande pianista e didatta nato a Matino nel 1895 e morto a Firenze nel 1962. Personaggio di spicco nella vita musicale italiana, Scarlino fu molto stimato da illustri colleghi quali Pizzetti, Zecchi, Michelangeli. Insegnò nei conservatori di Venezia, Parma e Firenze e diresse il Liceo musicale di Alessandria d'Egitto. Formò generazioni di pianisti, ma alla fervida attività di raffinato esecutore affiancò anche quella di compositore. Alla sua musica pianistica in particolare, frutto di una sicura e sensibile intuizione delle possibilità espressive dello strumento, Francesco Libetta ha saputo restituire oggi la dimensione ideale per garantirle un sicuro apprezzamento. Nel cd, accanto 13 brani eseguiti da Libetta ve ne sono alcuni eseguiti dallo stesso Scarlino (due "sonate" di Scarlatti, un brano di Zanella ed un paio propri, registrati nel 1934), più alcuni brani eseguiti dalle figlie di Scarlino Ines e Rosa Maria, e dal violoncellista Giambattista Valdettaro. (NIREO 011).
L'altro cd si intitola "Le voci di Lecce" e raccoglie registrazioni di sette cantanti lirici nati appunto nel Salento. Innanzitutto la grande Cloe Elmo (presente nella discografia ufficiale in due "Falstaff", rispettivamente diretti da Toscanini e De Sabata), che cantò ripetutamente anche al Petruzzelli di Bari negli Anni '30. Accanto a loro altri cantanti di non inferiori qualità: il soprano Vanna Camassa, il baritono Luigi Demitry (1898-1981), il tenore Niceta Rizzo (1910-1982), il tenore Gustavo Gallo (al Petruzzelli negli anni '41-'42), il tenore Franco Tafuro (1888-1943, presente ben tredici volte al Petruzzelli), tutti cantanti che hanno svolto una più che onorevole carriera in Italia ed all'estero; a riprova del congruo apporto dato da Lecce al mondo della lirica, rapporto che non si esaurisce, evidentemente nell'aurea ed indimenticabile presenza di Tito Schipa (NIREO 006S). |