 Cloe Elmo Francesco Mazzotta - Corriere del Mezzogiorno - 23 dicembre 2008 I cantanti lirici che il "re del belcanto" mise in ombra
Cloe Elmo, franco Perulli e tanti altri raggiunsero dal Salento i più grandi teatri d'opera del mondo.
LECCE - Quando diventamometafore, le stelle non smettono di brillare.Però stendono sulla realtà circostante un'ombra obliante. Prendete il tenore Tito Schipa, il "re del belcanto all'italiana", trai più grandi di sempre. Fosse diventato meno famoso, oggi a Lecce - la sua città - ci si ricorderebbe più facilmente del mezzosoprano Cloe elmo e del tenore Franco Perulli. Se non altro perché negli anni Trenta anche loro toccarono i vertici internazionali del teatro dell'opera.
Per esempio, la Elmo costruì la propria carriera tra la Scala di Milano e il Metropolitan di New York. Negli Usa, dov'era di casa, lavorò spesso con Arturo Toscanini. Il quale, sempre negli States, si premurò di segnalare alla Salzburg Opera Guild e alla Summer Opera Company Franco Perulli, che nel corso della propria folgorante carriera cantò con Frank sinatra in una delle tante divagazioni "leggere". L'elenco dei cantanti d'opera salentini che si fecero valere nel mondo sulla scia del grande successo di Schipa, è lungo. E della loro attività esistono diverse registrazioni. Testimonianze, in parte ufficiali in altri casi amatoriali e inedite, che, dopo un'accurata ricerca, il pianista Francesco Libetta e il critico Eraldo Martucci, hanno raccolto a nome dell'associazione Nireo nel cd antologico "Le voci di Lecce", alla cui realizzazione hanno partecipato l'amministrazione comunale e la Fondazione Tito Schipa. Un'intelligente e preziosa iniziativa, illustrata ieri mattina in conferenza stampa alla presenza del viesindaco Adriana Poli Bortone, che ridà voce a interpreti in parte dimenticati e ristabilisce in termini storici il rapporto privilegiato del territorio salentino con la tradizione melodrammatica e il teatro d'opera. Oltre ad alcune incisioni della Elmo e di Perulli, nella cui interpretazione si può anche ascoltare in dialetto leccese "Beddha e trista" (una delle canzoni composte da Schipa), il disco consente di scoprire le voci del soprano Vanna Camassa, unica vivente dello stuolo di interpreti selezionati da Libetta e Martucci (la cantante, che oggi ha 94 anni, fu interprete nel 1939 di un indimenticabile Werther al Teatro del Casinò di Sanremo accanto allo stesso Schipa), del baritono Luigi Demitry e dei tenori Niceta Rizzo, Gustavo Gallo e Franco Tafuro, ilpiù anziano tra gli interpreti inclusi nell'antologia (l'artista nacque a Lecce nel 1888). libetta e Martucci avrebbero voluto inserire anche le voci di Ugo Cantelmo, Ines Martucci e Diana Micelli. Ma al momento non è stato possibile rintracciare alcuna fonte sonora. Il prossimo anno toccherà a Tito Schipa. Il progetto è davvero ambizioso: pubblicare tutte le registrazioni del grande tenore in un cofanetto di 31 cd che l'associazione Nireo conta di mettere sul mercato (italiano e internazionale) nell'autunno del 2009. |