La commedia napoletana di Donizetti ed il magico profumo d’oriente di Rimskij- Korsakov: due mondi musicali lontani per un difficile accostamento premiato però dalla buona resa esecutiva di entrambi. Successo dunque,al Politeama Greco, per "Il campanello" e "Shéhérazade". Il dittico, secondo titolo della 41ma stagione lirica della Provincia di Lecce, è andato in scena venerdì 5, domenica 7 e martedì 9 febbraio.
Divertente ma a tratti tagliente l’opera di Donizetti - riproposta nella versione originale con i dialoghi in napoletano – con autocitazioni da "Marin Faliero" ed "Elisir d’amore". L’allestimento di Tito Schipa jr (con i costumi di Adriana Ruvolo), era di una chiarezza drammaturgica esemplare e la fluidità del lavoro è emersa anche grazie alla sua scorrevole regia. Bene il cast che ha visto primeggiare vocalmente la sempre brava Roberta Canzian nella parte di Serafina. Al suo fianco gli spigliati Domenico Colaianni (don Annibale Pistacchio) e Cüneyat Ünsal (Enrico); adeguati anche Concetta D’Alessandro e il salentino Enzo Pascal Pezzuto. Efficace l’intervento del Coro lirico di Lecce diretto Francesco Pareti.
Buona la prova dell’Orchestra "Schipa" ben guidata da Alessandro Sangiorgi soprattutto in "Shéhérazade" dove si è distinto il bravo Stefan Biro, violino di spalla.
Uno spettacolo di grande effetto grazie alla bravura dei danzatori del Balletto del Sud ed alle coreografie sempre pertinenti di Fredy Franzutti, che dimostrano la sua piena maturità artistica. Molto belle le scene di Francesco Palma ispirate alle ville orientaleggianti di Santa Cesarea, delle Cenate e del lungomare di Leuca. Ovviamente a gratificare l’esecuzione la presenza della star Luciana Savignano, figura carismatica che ha regalato ancora una volta grandi emozioni con la sua straordinaria espressività.
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