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Riccardo Muti dirige questa sera a Salisburgo un inedito di Paisiello E-mail
 

Scritto da Dino Foresio, 09-05-2008 09:18

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Dopo il successo che ha salutato la prima edizione firmata da Riccardo Muti del salisburghese Festival di Pentecoste dedicato alla Scuola Musicale di Napoli e che ha consentito al pubblico contemporaneo di riappropriarsi di un gioiello musicale quale il cimarosiano Ritorno di don Calandrino, questa sera, per l’inaugurazione dell’edizione 2008, la Haus Für Mozart, dove sono attesi i critici musicali delle più importanti testate giornalistiche del mondo, ospiterà, in coproduzione con il Ravenna Festival, la prima rappresentazione in tempi moderni de Il Matrimonio inaspettato di Giovanni Paisiello.

Vivissimo è l’interesse intorno al repêchage di un lavoro, di cui s’erano perse le tracce, apparso per la prima volta a San Pietroburgo la sera del 21 ottobre 1779 e che ebbe nel ruolo della Marchesa di Sarzana una fuoriclasse del calibro del soprano Caterina Bonafini.

Anche quest’opera non sfuggì alla prassi del rifacimento a cui Paisiello fu costretto a sottostare negli anni del soggiorno russo per soddisfare la grande richiesta di nuovi melodrammi che l’incarico di maestro di cappella gli imponeva. Il matrimonio inaspettato deriva infatti da un precedente lavoro scritto negli anni giovanili quel Marchese Tulipano, composto nel 1767 su libretto di Pietro Chairi,  andato in scena nel Teatro Valle di Roma. L’adattamento portò il compositore tarantino a  strutturare la nuova opera in un solo atto con diciotto numeri musicali in grado così di attenersi alle disposizioni imposte dalla zarina che non voleva che a teatro le opere durassero più di un ora mezza.

La vicenda del Matrimonio inaspettato rispecchia situazioni già sperimentate: Giorgino ama la contadina Vespina; ma il padre di Giorgino, il ricco contadino e novello Marchese Tulipano vorrebbe per lui un'altra sposa: la Contessa di Sarzana. Una sere di intrecci portano ad una svolta imprevista che risolverà la situazione. Il Marchese Tulipano si concilierà con la Contessa facendole una proposta di matrimonio.

L’opera incontrò, come suol dirsi,  non solo il favore della zarina e della corte russa ma soprattutto in patria, a Napoli, il gradimento del re Fedinando IV che, secondo quanto testimoniato dall’abate Galiani, aveva preso l’abitudine di farsela eseguire privatamente in camera a seguito della bella rappresentazione alla quale assistette nel Real Teatro di Portici.

Le fonti documentarie riportano inoltre la notizia di un successo tale ottenuto da quest’opera. in almeno una dozzina di recite concomitanti in vari teatri. che gli impresari ebbero modo di guadagnare più di quanto avessero investito.
L’opera paisielliana è tra quelle composte negli anni in cui il compositore fu al servizio dell’imperatrice Caterina II ed è tra quelle che ha subito meno stravolgimenti rispetto ad altre scritte nel medesimo periodo mantenendo una propria linea di condotta.

L’edizione che andrà in scena questa sera ed in replica sabato 10 maggio, sarà diretta da Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” alla quale l’Associazione Nazionale Critici Musicali ha assegnato il Premio Abbiati quale migliore iniziativa musicale, cui si unirà il Salzburger Bachchor e sarà messa in scena dal regista Andrea De Rosa con la collaborazione di Sergio Tramonti per la Scenografia, di Alessandro Lai per i Costumi e di Pasquale Mari per le Luci. In palcoscenico una compagnia di canto formata da giovani ma già affermati cantanti quali: Alessia Nadin (Vespina), Marie-Claude Chappuis (Contessa di Sarzana), Markus Werba (Giorgino) e da Nicola Alaimo (Tulipano).

Come i musicofili più accorti sanno quella del Festival di Pentecoste è una sorta di anteprima, voluto dal grande Herbert von Karajan di cui quest’anno si celebra  il centenario della nascita,  del più famoso festival di Salisburgo che ha luogo in estate  fondato nel 1920 e che da tempo richiama schiere di appassionati da tutto il mondo.

   
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