Unanime consenso ed uno straordinario tributo di pubblico hanno caratterizzato la prima del “Barbiere di Siviglia” di Rossini, andato in scena lo scorso 13 febbraio al teatro Politeama Greco quale secondo titolo della 39ma Stagione lirica della Provincia di Lecce. Ed è tutto esaurito anche per due repliche in programma questa sera alle 20.45 e dopodomani alle 18.
Gioacchino Rossini
Applausi calorosi, dunque, e tutto sommato meritati per un risultato
complessivo apprezzabile pur con qualche distinguo. Arguto e frizzante
l’allestimento ideato dal regista Rocco Mortelliti (con le funzionali scene di Italo Grassi ed i bei costumi di Carmela Lacerenza)
che ha voluto rendere omaggio all’ “Arlecchino” goldoniano di Strehler
recuperando forme e figurazioni della commedia dell’arte, in questo
percorrendo la strada aperta dalla celebre messinscena firmata da Dario
Fo nel 1992 ad Amsterdam.
Su una pedana posta al centro della scena, con vari fondali che si
alternavano, i protagonisti cantavano ma erano anche spettatori dei
momenti successivi, creando così una sorta di “teatro nel teatro” reso
fluido dall’incessante movimento di cinque mimi che interagivano con i
cantanti. Azioni pantomimiche presenti già nella famosissima ouverture,
momento che inequivocabilmente librettista e compositore vogliono
lasciare all’autosufficienza espressiva della musica sullo sfondo di
una scena immobile, azioni che in questo caso però, nel presentare
tutti i personaggi, erano perfettamente coerenti con l’idea di fondo
dello spettacolo.
Francesca Provvisionato
Dalla direzione di Elio Boncompagni,
sul podio dell’orchestra della fondazione “Schipa”, si sarebbe
desiderato un maggior senso della brillantezza e della vivacità insita
nella musica rossiniana. Bravissima il mezzosoprano Francesca Provvisionato,
Rosina splendida per fascino vocale, sicurezza nelle agilità, intensità
espressiva e vivacità scenica. Altrettanto bravo il basso Simone Alaimo,
che ricordiamo come ottimo Escamillo nella “Carmen” leccese del 1989, e
che in questo caso ha delineato un Don Basilio irresistibile
scenicamente e senza forzature vocalmente. Esuberante ma anche duttile
il Figaro del baritono Damiano Salerno, corretto il tenore Francesco Marsiglia nel ruolo del Conte d’Almaviva, bravo scenicamente ma un po’ in difficoltà nell’arduo sillabato rossiniano il basso-baritono Maurizio Picconi
Efficaci Maria Scogna, nella parte di Berta, e Vincenzo Alaimo nel doppio ruolo di Fiorello e dell’Ufficiale. Professionale l’apporto del Coro lirico di Lecce ben diretto da Eliseo Castrignanò.
Non sono assolutamente d'accordo con questa critica..almeno non del tutto. Per quanto riguarda Rosina, devo dire che è piaciuta molto anche a me...anche se nel primo atto era un po' insicura. Il tenore era inascoltabile, cantava tutto in gola. Niente da dire su Simone Alaimo, che è stato stupendo. Il Barbiere era assolutamente incomprensibile, mangiava tutte le parole. La serva è stata veramente deludente, ha saltato deliberatamente tutte le note acute. Maurizio Picconi effettivamente ha avuto un po' difficoltà con l'agilità, ma per il resto è stato fantastico. Ovviamente io c'ero.
Caro Francesco, non mi pare proprio che il mio commento faccia capire che sono d'accordo con la critica, anzi...non capisco come si possa pensare altrimenti..
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Ma dai...
Scritto da: franchini (Utente) 19-02-2008 20:12