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Al Festival della Valle d'Itria la rivincita di Rota E-mail
 

Scritto da Eraldo Martucci, 17-07-2010 15:52

Visite : 512

Con l’esecuzione dell’inno italiano (peraltro cantato non propriamente a tempo dell’improvvisato coro degli spettatori!), insolita novità per il Festival della Valle d’Itria, si è aperta la nuova era di Alberto Triola alla direzione della rassegna giunta alla sua 36ma edizione. Subentrato a Sergio Segalini ad al suo meritorio lavoro ultra decennale, il neo direttore non poteva augurarsi esordio migliore con la scelta di "Napoli Milionaria!" di Nino Rota, tratta dalla famosa commedia di Eduardo De Filippo che per l’occasione rielaborò appositamente il libretto.

La prima dell’altra sera nel tutto esaurito Palazzo Ducale di Martina Franca si è chiusa infatti con un grosso e meritato successo, sancito da calorosissimi applausi (replica questa sera alle 21).

Una scelta "rischiosa" sulla carta visto che l’opera rotiana, nell’unica sua rappresentazione scenica al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1977, incontrò è vero il favore del pubblico ma anche la stroncatura di buona parte della critica, che non gli ha mai "perdonato" di utilizzare un linguaggio musicale non problematico per inserirsi invece nel canale della tradizione operistica e strumentale sette-novecentesca.

Come si è sentito anche in "Napoli Milionaria!", non capolavoro (specie nell’ultimo atto) ma con tante pagine di grande bellezza dove gli evidenti richiami a Mascagni ed al verismo o alla "Butterfly" di Puccini sono sempre filtrati con grande originalità. E non mancano nemmeno le citazioni dai motivi composti per le pellicole di Federico Fellini come il "boogie – woogie" del secondo atto, che compare originariamente nella "Dolce vita" (è il tema soprannominato "Cadillac") e finisce poi in "8 e ½".

Al successo della serata ha indubbiamente contribuito la felice resa esecutiva, ad iniziare dalla teatralissima regia di Arturo Cirillo (con le scene di Dario Gessati ed i costumi di Gianluca Falaschi), del cui ottimo lavoro si è giovato il bel cast di cantanti – attori che ha visto primeggiare per espressività la coppia Alfonso Antoniozzi (Gennaro Jovine) e Tiziana Fabbricini (Amalia). Bene anche gli altri tra i quali vanno citati almeno Valentina Corradetti (Maria Rosaria), Dario Di Vietri (Amedeo), Leonardo Caimi (Enrico), Domenico Colaianni (‘ Miezo Prevete), e poi ancora Carmine Monaco, Luigi De Donato e Anna Malavasi.

Molto buona la direzione di Giuseppe Grazioli alla guida dell’Orchestra Internazionale d’Italia ed efficace come sempre il coro slovacco di Bratislava diretto da Pavol Procházka.

   
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