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Quirino Principe - Sole 24 ore – 14 Settembre 2008
Francesco d'Avalos, nato a Napoli venerdì 11 aprile 1930, ha affascinato il pubblico di qua e di là dell'Atlantico con la sua arte di direttore d'orchestra, ed esistono testimonianze discografiche di sue memorabili esecuzioni: a riudirle, fanno pensare che non si possa salire più in alto nell'interpretazione. Un illustre musicologo italiano, gettando un sasso nello stagno di una inesplicabile e stolida reticenza su d'Avalos, oramai diffusa, osservava recentemente che la musica dei compositori amati da lui (Mendelssohn, Martucci...) esce dalla sua bacchetta come un fiore notturno e come un profumo sottilissimo. poco conosciuta, dal momento che egli vive le proprie predilezioni con aristocratica riservatezza, è l'attività di compositore, che investe il teatro d'opera, la musica orchestrale, quella per pianoforte (è superfluo dire che al Conservatorio di San Pietro a Majella, dove in anni ancora abbastanza recenti egli è stato insegnante di composizione, suo mèntore pianistico è stato Vincenzo Vitale).
La personalità di questo squisito musicista è completata da una
formazione filosofica di prim'ordine e dalla tendenza a “lire tous les
livres”. D'Avalos, discendente dalla leggendaria Maria moglie di Carlo
Gesualdo principe di Venosa e da costui uccisa per gelosia, è fra
l'altro l'autore di un'opera molto bella, Maria di Venosa,
colpevolmente trascurata da qualsiasi programmazione teatrale, mentre
gli stranieri, di qualsiasi specie zoologica essi siano, la fanno da
padroni. Ci piacerebbe scoprire il segreto della cortina di silenzio
discesa su quest'uomo d'eccezione. O forse non c'è alcun segreto:
soltanto l'ottusità e la pigrizia mentale. Riceviamo oggi un dono che
ci promette felicità: una serie di composizioni pianistiche “in stile”,
orientate verso il periodo di storia musicale compreso tra il 1840 e il
1900. Potrebbero essere considerate, scrive l'autore nella nota
introduttiva, estemporanee deviazioni rispettoalla musica non
strettamente tonale scritta da d'Avalos nel corso della sua vita: oggi
gli paiono improvvisamente significative, legate all'epoca storica in
cui la musica, da Beethoven al primo Schönmberg, esprime il “dover
essere”: un compito etico che soltanto per essere tale è esteticamente
alto (ma varrebbe, osserviamo, anche l'inverso). Alcune di queste
pagine ci riavvicinano al profumo sottilissimo di cui si diceva a
proposito del d'Avalos direttore: percorrendo il quaderno, si
incontrano pagine del tutto originali ma chiunque potrebbe, per qualche
istante, credere che siano composizioni di Schumann o di Chopin,
soltanto meno conosciute. Il quaderno pubblicato in elegante sobrietà,
si accompagna a un altro bellissimo dono: la sua esecuzione integrale
in cd affidata al giovane ed eccellente pianista Francesco Libetta.
Francesco d'Avalos, “Composizioni per pianoforte”, disponibili on line
sul sito www.nireo.it, e cd “Nireo 010”, pianista Francesco Libetta
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