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Recensione del Cd di D'Avalos sulla Gazzetta del Mezzogiorno |
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di Nicola Sbisà
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E sempre per restare in campo discografico, val la pena di
ricordare la più recente realizzazione dell'infaticabile pianista
salentino Francesco Libetta, edita dalla NIREO (Nireo 010). Questa
volta , tralasciando il repertopertorio "virtuosisitico" - che lo vede
eccellere a livello mondiale - Libetta ha dedicato la sua attenzione ad
un musicista napoletano: Francesco D'Avalos.
Oggi 78enne, d'Avalos -
esponente di una storica famiglia partenopea - è stato fra l'altro
docente di composizione dal '72 al '79 al Conservatorio "Piccinni" di
Bari, chiamato all'incarico da Nino Rota. Allievo fra l'altro di
Vincenzo Vitale, Celibidache e Franco Ferrara, D'Avalos ha realizzato
stimolanti registrazioni con la Philarmonia Orchestra di Londra (fra
l'altro la musica orchestrale di Brahms, in 4 cd; la musica orchestrale
di Mendelssohn, in 5 cd; e l'opera completa di Giuseppe Martucci, in 4
cd). Aperto alle nuove prospettive della musica del XX secolo,
D'Avalos, nelle pagine pianistiche proposte da Libetta, si mantiene nel
genere tonale, realizzando stimolanti creazioni, alcune della quali "à
la maniére de...". Brani suggestivi di raffinata concezione e,
soprattutto (è evidente il "possesso" del pianoforte derivante
dall'insegnamento di Vitale) stimolanti per l'esecutore. Libetta
ottiene risultati una volta di più egregi, mettendo l'ascoltatore in
grado di apprezzare in toto la vena di D'Avalos.
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