Francesco Mazzotta – Corriere del Mezzogiorno – 20 Settembre 2008
Un'immagine da Ritorno al futuro
Francesco d'Avalos (Napoli, 11 aprile 1930), lo stimato direttore d'orchestra, nonché prolifico autore di nobili origini che Nino Rota chiamò nel 1972 al Conservatorio di Bari per insegnare composizione, ha sempre vissuto la creatività immergendosi nel proprio tempo, sin dal debutto pubblico come autore nel 1957 alla Radio di Amburgo per l'esecuzione della Prima Sinfonia con soprano. Eppure nell'arco della sua cinquantennale carriera ha voluto esprimersi anche con la tecnica tonale tradizionale, senza però sentire l'esigenza di divulgare lavori che richiamano apertamente il Dicianoovesimo secolo, nel quale d'Avalos ritiene siano germogliati i valori più significativi della storia occidentale.
Il cassetto nel quale questi lavori pianistici sono stati chiusi a
lungo lo ha aperto, con il consenso dell'autore, il musicista salentino
Francesco Libetta, interprete di fama internazionale che ama spesso
esplorare repertori poco frequentati e portare alla luce inedite
rafinatezze come quelle scritte da d'Avalos, che non è atto di
insolenza definire “falso antiquariato” d'ottima fattura. E' curioso
ascoltare di un autore contemporaneo musiche (peraltro da lui stesso
“sempre considerate non significative”) che rimandano a Schumann,
Mahler, Richard Strauss e altri compositori del tardo Ottocento.
Raccolte tutte insieme proiettano l'immagine di un artista che intende
andare ben aldilà del tributo e della citazione. Anche perchè con il
suo distacco olimpico Libetta, esegeta dal decoro culturale d'altra
epoca, mette in moto una strana macchina del tempo che deve aver
utilizzatoanche l'autore prima di sedersi davanti allo spartito ancora
lindo.
D'Avalos rimane in ogni caso figlio del suo tempo. Ma questo corpus di
lavori lascia fantasticare all'ascoltatore un musicista un po' bizzarro
che, come lo scienziato pazzo di Ritorno al futuro di Zemeckis, rimette
indietro le lancette del tempo per andare a trovare i propri miti con
la sua auto meravigliosa. Una macchina sulla quale, per la prima volta,
d'Avalos ha deciso di viaggiare con il Michael J. Fox della tastiera.
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